Conformismo all’italiana
December 14th, 2011 | Published in Editoriali&Pensieri | 3 Comments
Qualche giorno fa parlav
o con un mio caro amico. È un amico con cui ho sempre condiviso principi e idee politiche, con sensibilità a volte diverse, è vero, ma sicuramente con un’impostazione culturale e valoriale molto simile. Si parlava del neonato governo Monti, argomento classico, non particolarmente originale, abbastanza inflazionato in quest’ultimo periodo in cui la crisi sta minacciando il nostro paese in maniera strutturale.
In un’Italia abituata a contrapposizioni e derby di ogni genere da sempre protagonisti incontrastati nelle discussioni da bar (da quello di un tempo tra comunisti e democristiani a quello tra berlusconiani e antiberlusconiani, ma anche tra Sofia Loren e Claudia Cardinale come tra Inter e Juve), il governo Monti ha rappresentato forse una piacevole eccezione: è infatti noto che la grande maggioranza, forse addirittura l’80% degli italiani, si considera sostenitrice, quando non entusiasta, di questo nostro governo tecnico e della persona del primo ministro.
Come dissentire.. Siamo passati da un esecutivo guidato da un satrapo impresentabile, dalle dubbie amicizie mafiose, che per diciassette anni ha imposto all’agenda politica i suoi problemi giudiziari, che ha fatto dell’arricchimento facile e dell’esibizione del lusso un suo slogan politico, e ci ha bombardato di sottocultura col suo monopolio televisivo, a un governo di tecnici competenti, guidato da un presidente del Consiglio sobrio e parco, che non insulta giornalisti e magistrati e non fa le corna in Tv.
Benissimo, ma la politica? La politica dice che il neopremier è uno dei maggiori teorici del pensiero neo-liberista che ci ha portati alla crisi attuale, che a suo tempo manifestò entusiasmo per la vittoria di Berlusconi nel ’94, che si è espresso a favore sia della Tav che del ponte sullo stretto, che ha sostenuto riforma Gelmini e linea Marchionne nelle relazioni sindacali, che ha formato un governo con banchieri come Corrado Passera, uomini ben visti dal Vaticano e pezzi grossi delle forze armate.
Purtroppo, però, nonostante tutto questo, come riportato dal direttore di Internazionale Giovanni De Mauro, il 63,6% della popolazione sostiene che l’attuale governo non possa essere definito dal punto di vista politico, mentre il 10,6% lo considera addirittura di sinistra.
Tra questi, probabilmente, anche il mio amico, che alle mie riflessioni un po’ critiche su Monti e compagnia mi ha accusato insieme di berlusconismo («hai la stessa posizione di Libero e Il Giornale»), e di leghismo («i tuoi amici Indignados sul ‘governo dei banchieri’ la pensano come la Lega Nord»).
Non è forse, verrebbe da obiettare, la Lega che per populismo e interessi elettorali fa propri gli slogan degli Indignados? Non è forse responsabilità della sinistra se le uniche voci critiche oggi vengono dalle camicie verdi?
Non nego che in questo momento possa essere comprensibile e necessario sostenere l’unico governo che ci permette di evitare il voto, ma da qui ad accusare in questa maniera chi si permette di criticarlo ce ne passa.
Il dubbio purtroppo, è che la fine del berlusconismo abbia lasciato con sé un vuoto tale da annullare qualsiasi differenza tra destra e sinistra. Forse la fine delle contrapposizioni da bar ha lasciato spazio, tra gli italiani, solo a un desolante conformismo.
Alessandro Peregalli
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3 comments ↓
Non capisco bene cosa c'entri il fatto che Monti in passato abbia appoggiato Berlusconi, che appoggi la Tav ecc. Intendiamoci, ovvio che capisco benissimo che vuoi dire, ma sono argomentazioni che mancano di filo logico con quanto hai detto prima. Il fatto che Monti appoggi la Tav o il Vaticano non è per forza in contraddizione col fatto che possa essere un premier molto migliore di Berlusconi, anche dal punto di vista politico, dato che il dibattito in Italia è fatto di altro oltre agli argomenti che citi tu. Vorrei sapere per esempio la posizione di Monti su legge elettorale, legge che regoli il conflitto di interessi (al di là di Berlusconi), tasse patrimoniali, ici, fondi alla cultura e alla sanità...ecc.
Sono convinto che la critica sia sempre qualcosa di sano se è fatta in modo costruttivo, ma al contrario di te avverto molto più qualunquismo nel cercare sempre una polemica facile con chi sta al potere e lo trovo poco opportuno specialmente ora che quest'uomo forse proverà a salvarci il culo, una volta tanto senza interessi personali o politici, non credo gliene torni in tasca niente, e non parlo di soldi.
Condivido sostantialmente l'opinione dell'articolo, con qualche dubbio su alcune sfumature.
Per ribattere a nello credo che il fatto che Monti sia un premier migliore di Berlusconi è e deve essere scontato. Se non ci fosse questa convinzione l'attenzione dei cittadini non sarebbe mai scemata a tal punto. Sicuramente il 63% di noi non potrebbe sostenere che questo governo non è definibile dal punto di vista politico, e l'80% comunque non lo sosterrebbe con entusiasmo. Monti sarà anche un tecnico, ma come premier è un politico di centro destra. Un centro destra vero però, senza celodurismo leghista ed ex fascisti in coalizione. Un centro destra accettabile, di quelli che anche un uomo di centro sinistra in alcuni casi potrebbe votare con la coscenza pulita, per realismo. Un centro destra che molti nel centro sinistra potrebbero confondere come un centro, o anche un centro sinistra, proprio perchè nel pd di gente di destra convinta(?) di essere di sinistra ce n'è tanta.
In definitiva Monti è qui per pararci il culo, è vero. Farà una manovra più coraggiosa di quella che ciascun parlamentare avrebbe ipotizzato. Farà una manovra che non bastonerà la finanza non solo perchè non ne ha il potere ma anche perchè non la vuole fare. La stampa lo osanna abbastanza, sostiene la tesi che sia un tecnico e basta, non approfondisce più di tanto il suo passato. Non è leale questa stampa, ma forse fa quel che deve fare, tenendo conto del fatto che è una stampa politicizzata. Sostiene un uomo che senza un grande appoggio dell'opinione pubblica verrebbe calpestato dai signorotti di partito che gli stanno alle spalle, e non riuscirebbe a fare neanche quel poco che puo.
Altra cosa sono i lettori, non tutti, ma almeno quelli che di politica si interessano e che approfondiscono. Loro, almeno se si professano di sinistra, non possono essere entusiasti di questo governo senza peccare di incoerenza. Se sono di destra, qualche domanda sul problema democratico che pone un governo di sconosciuti agli elettori, nominati da parlamentari che gli elettori non hanno avuto il potere di scegliere per via di una legge elettorale porcata, se lo devono porre. Questa, per usare l'eufemismo coniato da Silvio (riferito al regime fascista), è per lo meno democrazia minore.
Sostenere questo governo ora è sacrosanto, non ci sono alternative; ma a patto che presto si vada ad elezioni, e cmq prima che monti inizi a cedere troppo (perchè un po' l'ha gia' fatto) ai ricatti di pdl e pd. Poi bisogna andare alle elezioni. Dall'altro lato però secondo me non bisogna smettere di criticarlo, perchè se no si addormenta la verità democratica.
Rispondo a nello.
E' ovvio che Monti è meglio di Silvio, lo si dice
ampiamente e quando non viene detto è sottinteso.
Non so cosa pensi Monti su molti dei temi che hai sollevato tu ma, per quanto riguarda legge elettorale e conflitto d'interessi, la cosa mi è indifferente, visto che la prima questione sarà materia del parlamento o al limite del referendum, mentre una legge sul conflitto d'interessi non verrà mai fatta fintantoché Berlusconi godrà di maggioranza al Senato e potrà determinare la caduta del governo. Per quanto riguarda patrimoniale e i fondi a sanità e cultura mi sembra che in manovra non ci sia nulla. L'unica delle cose che hai elencato tu che ha fatto è stata la reintroduzione dell'ici, ridenominata imu, che non a caso era il provvedimento che più andava a colpire il ceto medio, a differenza della patrimoniale. Sottolineo tra l'altro che non ha fatto praticamente nulla sulle liberalizzazioni di tassisti e farmacisti, ha tassato pochissimo i capitali scudati, non mi risulta abbia abbassato le spese militari (che per quanto mi riguarda andavano quasi azzerate), e ha aggiustato solo in extremis quella vergogna del non adeguamento all'iva per le pensioni da 900 e passa euro.
Aldilà di ciò lo scopo dell'articolo (e se non l'ha raggiunto è evidentemente solo colpa mia) era quello di far capire la contraddizione di un governo di destra avversato da parte della destra e sostenuto da tutta la sinistra (anche se ora si è sganciata l'idv, che però, per quanto mi riguarda, non è un partito collocabile politicamente, in quanto antiberlusconiano tout court), con i media quasi a senso unico, e quasi nessuno in Italia che si renda conto dell'incoerenza, ma con invece un applauso unanime che sa molto di conformismo.
E poi non credo che i temi che ho sollevato abbiano scarsa importanza, visto che si parla di grandi opere, politiche lavorative, linea politica economica e finanziaria, sistema scolastico e universitario. A tal proposito, tra l'altro, è bene specificare che il governo gode del plauso totale di confindustria e che ben 5 ministri vengono da università private, il che è molto indicativo del fatto che in materia di università e ricerca la linea sarà piuttosto simile al modello Gelmini (tra l'altro, forse è anche questo conflitto di interessi, come quello di Passera con Intesa). Mentre sul fatto che non bastonerà la finanza sono perfettamente d'accordo con Bertone. Aggiungo, tra l'altro, che secondo me questa cosa di mettere l'obbligo di pareggio di bilancio nella costituzione mi sembra un'autentica boiata.
Quindi, per concludere, ribadisco il giudizio di fondo dell'articolo: consapevolezza che MONTI è meglio di TRE MONTI, ma rivendico il diritto di continuare a volere il MARE.
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