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Non più – Frammenti di libertà, all’improvviso

November 14th, 2011 |  Published in Recensioni&Critiche

Debutta questa settimana il nuovo spettacolo di teatro della compagnia "Teatro In-stabile", composta da attori e detenuti del carcere di Bollate.

QUANTO PIÙ PUOI

Farla non puoi, la vita,
come vorresti? Almeno questo tenta
quanto piú puoi: non la svilire troppo
nell'assiduo contatto della gente,
nell'assiduo gestire e nelle ciance.
Non la svilire a furia di recarla
cosí sovente in giro, e con l'esporla
alla dissennatezza quotidiana
di commerci e rapporti,
sin che divenga una straniera uggiosa.

Kostantinos Kavafis

«Vi preghiamo di non portare con voi telefoni cellulari, farmaci, supporti elettronici, alimenti...»
Stasera si va a teatro. Si va a teatro per davvero.

Così la cooperativa Estia, che dal 2007 gestisce esperienze e attività teatrali all’interno della casa di reclusione di Bollate, richiede allo spettatore di oltrepassare linee di confine ben marcate, di abbandonare i consueti schemi razionali e di lasciarsi invece condurre dall’essenzialità di un invito, che in fondo è universale.

E l’invito, quest’anno, è alla libertà. La libertà in ogni sua forma.

Lo spettacolo si snoda attorno a questo forte e continuo richiamo che inevitabilmente colpisce e chiama in causa chi guarda. Perché lo stimolo nasce proprio da chi non ha più, ha perso, ha gettato via, ha sprecato la libertà, e invita chi ancora è libero a ricordarsi di questo dono e gestirlo in completa responsabilità.

Così l’invito arriva immediato attraverso lo sfogo di movimenti liberi e improvvisati, corali e suggestivi. Quasi a ricostruire un cerchio gli attori si rubano, si scelgono, si sfidano inneggiando alla loro particolare libertà, lasciando spazio a chi vuole raccontarsi anche a parole.

Si ritorna a un teatro essenziale, che richiede assoluta spontaneità. Non c’è trama, non c’è racconto, non c’è storia. Solo la volontà di fare teatro, di trasmettere attraverso il teatro.

Non più – Frammenti di libertà, all’improvviso vuole essere immediato e provocatorio, ed effettivamente ci riesce: gli attori, detenuti e non, sfidano il  pubblico e mettono a dura prova il confine segnato dal palcoscenico, spingendo, con un gioco puramente teatrale, a interrogarsi sul perché si è lì come spettatori.

Una riflessione importante da portare a casa, che aiuta ad avvicinarsi al loro richiamo e a riconoscere la loro libertà. Una sottile provocazione che in fondo arriva puntualmente a ricordarci che l’invito è a teatro, semplicemente a teatro.

Ed effettivamente entri in un carcere, ma esci da un teatro.

Silvia Aprigliano

Informazioni tecniche:

NON PIU’-FRAMMENTI DI LIBERTA’, ALL’IMPROVVISO

Di Michelina Capato Sartore e Renato Gabrielli

9-19 novembre, Teatro IN-STABILE, Casa di reclusione di Bollate

Via Cristina Belgioioso 120

www.cooperativaestia.it

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