Sognatori in attesa
October 29th, 2011 | Published in Arte&Cultura, Giovani&Divertimento, Recensioni&Critiche
Chi andrà a vedere le Notti bianche di Dostoevskij con la regia di Alberto Oliva entrerà in una sala a spettacolo già cominciato. Una donna è in attesa. Non si sa di chi o di che cosa. Attorno a lei una scena essenziale, delicata. Una balaustra che indica la sponda di un fiume, una lanterna e una panchina. Il tappeto sonoro trasmette una vaga malinconia. Ed ecco che scendono le luci.
Un uomo di passaggio inizia a conversare con la giovane donna. Lui (Stefano Cordella) è un sognatore, che passa le sue notti bianche a vivere nella propria immaginazione, osservando con curiosità persino morbosa il mondo che gli sta attorno, le case, le persone, le vicende degli altri. Lei (Vanessa Korn) vive letteralmente attaccata alla vecchia nonna. Un giorno venne corteggiata da un viaggiatore che ripartì con la promessa di tornare e sposarla. Dopo un anno non si è ancora fatto vivo.
I temi centrali del testo sono l’attesa e il sogno. Lei aspetta l’uomo che ama e che sembra non arrivare mai, così non le resta che sognarlo. Lui, che passa la vita nella dimensione onirica, si innamora per la prima volta di una figura reale; ne consegue l’attesa di essere ricambiato.
Ma Nasten’ka, così si chiama la ragazza, gli fa promettere di non invaghirsi di lei. Inutile dire che la parola non sarà mantenuta.
«Perché ogni uomo tace sempre qualcosa al fratello?» ci chiede Dostoevskij per bocca dei suoi personaggi. «Perché non esterniamo i nostri sentimenti?»
L’amore porta il sognatore a tenere alla felicità di lei più che alla propria. In sogno la vede danzare tra le sue braccia, nella realtà le consegna la corrispondenza diretta all’amato viaggiatore.
L’amore è definito come il desiderio di qualcosa che non si può avere, l’eterna frustrazione che accompagna i due protagonisti.
Il candore di questo racconto racchiude un dramma di grande crudeltà, non meno forte delle vicende raccontate in Delitto e castigo, nei Fratelli Karamazov o nelle Memorie dal sottosuolo.
La messinscena di Alberto Oliva e l’impeccabile interpretazione dei suoi attori contengono la semplicità e la chiarezza necessarie a comunicare il giusto peso del testo.
Molto azzeccati i commenti musicali, che accompagnano lo spettatore alla domanda più importante. Un attimo solo di reale felicità non merita tutta questa fatica? L’interrogativo è consegnato direttamente nelle mani del pubblico.
Il doppio appuntamento con Dostoevskij al Teatro Libero inizia in modo decisamente interessante.
Matteo de Mojana
Stefano Santamato
Notti bianche 1-7 novembre 2011
da Fëdor Dostoevskij, adattamento e regia di Alberto Oliva
con Stefano Cordella e Vanessa Korn
La confessione - Il capitolo censurato dei Demoni 10-19 novembre 2011
da Fëdor Dostoevskij, adattamento e interpretazione di Mino Manni
con la collaborazione di Alberto Oliva
(vietato ai minori di 14 anni)
Il 13 novembre e il 19 novembre saranno rappresentati entrambi gli spettacoli
Teatro Libero - via Savona 10, Milano
Info e prenotazioni: 02 8323126 www.vivaticket.it biglietteria@teatrolibero.it
About the author
Classe 1989, attore diplomato al Piccolo Teatro di Milano, iscritto alla facoltà di Filosofia presso l'Univesità degli Studi di Milano
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