14 Ottobre: parte un’altra manifestazione da Largo Cairoli
October 14th, 2011 | Published in Articoli, Cronaca&Città, Giovani&Divertimento, Indignazione/Indignados
Migliaia di studenti delle superiori in corteo a Milano: chi sono, cosa vogliono e quanto sanno di ciò per cui lottano
Venerdì 14 Ottobre l'appuntamento è alle 9.30 in Cairoli. Da lì parte la manifestazione organizzata dai collettivi studen
teschi milanesi in vista dell'evento globale del 15 Ottobre, e della rispettiva manifestazione a Roma. Lo slogan Local Change - Global Change, che apre il corteo, indica la volontà di cambiare un modello economico considerato fallimentare e di ribellarsi al potere finanziario, sorto a lato dei tradizionali poteri esecutivo, giudiziario e legislativo.
Il corteo è piuttosto omogeneo per età dei partecipanti: studenti delle superiori tra i 15 ed i 19 anni, pochi gli universitari, i più "grandi" sono proprio tra gli organizzatori del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi, membri del Cantiere in prima linea.
È invece molto diversificato tra i ragazzi il grado di informazione e consapevolezza, da cui dipende gran parte della legittimità della protesta.
Daniele, 16 anni, studente dell'ITIS Galvani individua nell'opposizione alle legge bavaglio il motivo principale per cui manifestare; non conosce il Cantiere e non ha idea di chi abbia organizzato la contestazione.
Eva, 18 anni, del Parini, dice: «qui è un po' deprimente, speriamo che domani a Roma sia devastante», una sua compagna aggiunge che bisogna protestare «contro una manovra che hanno rifatto una ventina di volte, e male, e contro il Pd che in un periodo come questo non riesce a mettersi d'accordo.»
Non è facile convincerli a
parlare, la maggior parte degli studenti è reticente e accampa scuse per evitare le domande; altri sono più diretti: un ragazzo che sta tirando su una canna risponde, con voce profonda e trascinando le vocali: «ooh io non c'ho sbatti», mentre un suo amico è più disponibile: «io manifesto per cacciare un governo che è in crisi- si ferma un po' a riflettere- ma ste domande me le devi fare proprio adesso?!»
Marco, 19 anni, confessa di non partecipare con troppa convinzione, e alla domanda se sa quali sono i principali motivi di rimostranza risponde: «principalmente non so, ci possono essere tanti motivi ma -pausa di riflessione- alla fine siamo tutti qua per lo stesso motivo». Qual è? «Manifestare, farci sentire».
L'inizio non è stato dei migliori, ma basta cercare meglio per avere risposte più convincenti.
Per Diego, 19 anni: «oggi, come domani (15 Ottobre, ndr), si manifesta contro questa classe politica che deve cambiare tutta, è una protesta bipartisan. Ci sono troppa corruzione e nepotismo. Non so chi abbia organizzato questa giornata a Milano, so che l'evento di Roma è indetto dagli indignados». Sulla poca consapevolezza di molti studenti che lo circondano dice: «è un peccato, dovrebbero essere tutti informati, non dovrebbe essere così; ma anche il numero è importante».
Silvio non è uno studente delle superiori, ha qualche anno in più e manifesta a fianco dei ragazzi della scuola civica Manzoni,
guidandone lo spezzone. Manifesta contro i tagli alla scuola, alla cultura ed allo stato sociale, «perchè non è giusto tagliare questi servizi fondamentali per la crescita quando mantenere un aereo in volo costa centinaia di migliaia di euro al giorno». Protesta quindi anche lui contro la politica dei partiti in generale, in maniera trasversale. Secondo lui: «È fisiologico che una parte dei partecipanti sia poco consapevole, ma le manifestazioni servono anche a questo: a informarsi e informare, a confrontarsi e svegliarsi».
Laura, della Manzoni, dice: «sono qui perchè la mia scuola è in pessime condizioni. La palestra è inagibile e non ci sbloccano i soldi per sistemarla. Credo che ognuno manifesti per fini diversi, ma il messaggio di disagio è generale». Non sa chi ha organizzato il corteo nè di chi sia il camioncino che lo guida (del Cantiere), ma anche per lei è sbagliato il fatto che ci siano manifestanti disinformati, «presenti solo per saltare un giorno di scuola. Ma questo -continua- nella nostra scuola non succede, perchè ne abbiamo parlato tanto tra studenti, anche in consiglio, ed i nostri compagni sono consapevoli dei problemi del nostro istituto».
È difficile farsi un'idea delle proporzioni, capire quanti sono in strada solo per bigiare e quanti invece sono coscienti di quello che fanno, dei motivi che hanno per protestare, di ciò che significa questo corteo. È certo che sono in tanti, troppi, a non essersi seriamente informati su quello che sta succedendo. Ma sta al lettore valutare se questo delegittima totalmente o meno la loro protesta, o se il loro comportamento è giustificato dagli ingenti tagli alla scuola e dai sacrifici che (più di altri) saranno chiamati a fare per colpa di una crisi che sicuramente non hanno contribuito a provocare.
Quello che è certo è che i motivi per arrabbiarsi ci sono, che la politica da troppo tempo non dà risposte e che delegare ad altri le decisioni sul proprio futuro, anche attraverso la disinformazione, non paga, come l’esperienza ha finora dimostrato..
Secondo il sito del Centro Sociale Cantiere sono scesi in piazza oltre 10 mila studenti, il Corriere riporta la stessa cifra, ma cita poi le prime stime della Questura: 2 mila persone. All'inizio delle manifestazione, poco prima delle 10, in Piazza Cairoli abbiamo calcolato all'incirca 3 mila persone.
Foto: Bertone Biscaretti
About the author
Nato in Toscana, a Pietrasanta, nel luglio 1989, non si è mai ripreso da quell'esperienza traumatica che l'ha catapultato in un'Italia che in fin dei conti (forse perchè giovane, forse perchè studente, forse perchè si scervella troppo sul futuro del paese) non l'ha mai voluto. Diplomato al Liceo Classico C. Beccaria, nel tempo libero studia Giurisprudenza presso l'Università Statale di Milano mentre occupa le sue giornate principalmente passandole col suo meraviglioso figlio, lavorando per cartv.it e tentando l'ardua impresa di farsi una cultura.
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