Gli Indignados di Madrid: i padri dell’Indignaciòn che fa il giro del mondo
July 18th, 2011 | Published in Articoli, Economia&Politica, Indignazione/Indignados
Da Madrid a Santiago del Chile e Tokyo, passando per la Germania, Londra, Copenaghen, Milano e decine di altre città in Italia e nel mondo; surfando il web sulla scia delle proteste degli studenti Greci e della Primavera Araba, raccogliendo l'invito del francese Stéphane Hessel: Indignez vous!
Nella storia del movimento degli Indignati c'è di tutto. È un fenomeno vasto del quale si parlerà ancora a lungo e del quale, forse, non si è ancora cominciato veramente a parlare. Perchè il fenomeno è così complesso, articolato e diffuso che è difficile per ora delinearlo con precisione, stabilirne i confini, capire da dove viene e dove arriverà, o almeno dove si propone di arrivare. È così articolato che è difficile persino coglierne il nome: Movimento 15 - M, Democracia Real Ya!, Spanish Revolution, movimento degli Indignados. Perchè non ha un solo nome, così come non ha una direzione, una rappresentanza unica, un’unica definizione dei partecipanti o un preciso confine geografico.
Informazioni fondamentali (tratto e tradotto dal volantino Informaciòn basica):
Chi siamo? Siamo persone giunte liberamente e volontariamente, che dopo la manifestazione del 15 di Maggio, hanno deciso di riunirsi per continuare a rivendicare la dignità e la coscienza politica e sociale. Non rappresentiamo nessun partito o associazione. Ci unisce una vocazione al cambiamento.
Perchè siamo qui? Perchè chiediamo una società nuova che dia priorità alla vita rispetto agli interessi economici e politici.(...)Dimostriamo che la società non si è addormentata e continueremo a lottare per quello che ci meritiamo attraverso metodi pacifici.
Gli unici punti fermi sono: il tam tam che percorre la rete globale, in cui i nomi di associazioni, gruppi promotori e città si
confondono e sovrappongono; le piazze e i cartelli con le rivendicazioni dei manifestanti che le hanno invase; e l’Indignazione, che negli anni sta assumendo (o ri-assumendo) un'importanza fondamentale nel dibattito politico.
Proprio Indignez vous! (Indignatevi) è il titolo del pamphlet indicato da molti come l'ispiratore ideologico del movimento. Meno di 30 pagine, pubblicato a fine 2010 ha collezionato 10 edizioni in due mesi; con più di 700 mila copie vendute, l'opera di Stéphane Hessel (93 anni, Grand'Ufficiale della Legion d'onore, eroe della resistenza francese, tra i redattori della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, membro del Parti Socialiste) è qualcosa di più del caso editoriale dell'anno. Una delle citazioni più celebri tratte dal libretto: “Resistere significa creare; creare significa resistere".
Ma se è difficile attribuire davvero a questo libretto molta della responsabilità per quanto sta accadendo, un evento da cui partire per raccontare questa storia è la manifestazione che si è svolta il 15 Maggio scorso a Madrid e in altre 50 città spagnole: promossa da oltre 200 associazioni di ogni tipo, tra le quali la più importante, Democracia Real Ya! (democraciarealya.es). Si tratta di un gruppo di cittadini, aperto, politico e a-partitico, sorto quest'anno grazie a un gruppo di discussione in rete denominato Piattaforma di coordinazione di gruppi pro-mobilitazione civile. La protesta era rivolta contro la classe politica spagnola, accusata di essere corrotta e di non rappresentare gli interessi reali dei cittadini; La protesta aveva inoltre l'obbiettivo di rivendicare la dignità e la coscienza politica e sociale e di promuovere questi valori presso la società civile.
Solo a Madrid, secondo le forze dell’ordine, 20 mila persone hanno partecipato a una sfilata pacifica che ha coinvolto studenti ,famiglie e lavoratori; in realtà non sono mancati i consueti scontri con la polizia, che hanno coinvolto i gruppi più radicali e marginali, ma da questi il movimento ha preso immediatamente le distanze. La manifestazione è continuata fino all'alba quando le forze dell’ordine hanno sgomberato un primo presidio di dimostranti in Plaza del Sol, una delle principali della città. Nei giorni seguenti migliaia di persone hanno continuato a occupare spontaneamente le strade di Madrid e quelle di molte altre città spagnole, senza che fossero necessarie indicazioni ufficiali di Democracia Real Ya.
Il 17 maggio 4 mila manifestanti si sono concentrati in Plaza del Sol e dopo un'assemblea generale, hanno deciso di occupare definitivamente la piazza, almeno per qualche giorno, costruendo un grande tendone principale e iniziando a organizzare gruppi di lavoro. La polizia, pur vigilando, non è intervenuta per impedire l'insediamento: circa 300 manifestanti hanno quindi trascorso lì la notte tra il 17 ed il 18 maggio, resistendo poi fino al 12 di giugno.
Semplificando il movimento può essere ricollegato alla sigla 15-M (15 di Maggio), anche se, per la mancanza di un organo direttivo o rappresentativo generale, ogni piazza, ogni cellula è sovrana, potendosi dare autonomamente nome e obiettivi, pur riconoscendo tutte
un epicentro simbolico proprio nell'Acampada de Plaza del Sol.E in effetti si tratta di un vero accampamento, che, secondo i periodi, ha ospitato nel tempo tra i 200 e i 400 pernottanti, animato di giorno da numerosi partecipanti che la notte tornano nelle proprie case. In una zona della piazza si concentrano la maggior parte delle tende da campeggio, formando la zona alloggi principale; l'altra estremità è lasciata sgombera per permettere la concentrazione di centinaia di partecipanti alla periodica riunione dell'Assemblea Generale; mentre la parte centrale è il centro della vita dell'insediamento, dove i diversi gruppi di lavoro e le commissioni lavorano in tende più grandi. 
Cos'è un'assemblea?
E' un organo decisionale partecipativo che ricerca il consenso(...)Il suo sviluppo deve essere pacifico, nel rispetto di tutte le opinioni, è necessario lasciare i pregiudizi e le ideologie a casa.
Un'assemblea non deve concentrarsi unicamente su un discorso ideologico, ma nelle questioni pratiche: di cosa abbiamo bisogno? come lo conseguiamo?
Ogni persona è libera di agire come crede, l'assemblea cerca di generare un'intelligenza collettiva, delle linee comuni di pensiero ed azione.
(Tratto e tradotto dal volantino Que es una asemblea?)
L'effetto è quello di una casbah, con vicoli stretti e coperti da teli e tettoie improvvisate che si insinuano tra ingegnose costruzioni in cui pullulano le attività degli Indignados.
Molti i giornalisti con telecamere, così come i curiosi, invitati a fare domande, contribuire con idee, cartelli con proposte e interventi in assemblea.Un ragazzo che lavora al punto informazioni spiega che «trattandosi di una piazza, come di un'iniziativa pubblica, tutti possono partecipare e se hanno una tenda o trovano un posto in cui dormire possono anche unirsi all'occupazione, ». Parla poi dell'Assemblea Generale, organo direttivo unico, aperto, le cui decisioni sono vincolanti solo per chi le ha accettate, «chi non è d’accordo può battersi per le sue idee, ma autonomamente, non a nome di 15-M». «Questa - prosegue - è una delle differenze fondamentali tra noi che stiamo qui, come in molte altre piazze spagnole (tra le più importanti quelle di Barcellona, Valencia e Granada ndr), e il gruppo chiamato Democracia Real Ya. Loro utilizzano un sistema verticale: prendono delle decisioni, che poi la gente può appoggiare o meno. Qui prende decisioni solo l'assemblea alla quale partecipano tutti ».
Su quali principi fondamentali si basa il progetto risponde? «Non ce ne sono ancora di ufficiali, perchè l'Assemblea non ne ha parlato. Ma è chiaro che tutto parte dall'invito ai cittadini a cambiare mentalità, a promuovere un sistema di partecipazione orizzontale nella vita della società; anche attraverso l'informazione e l'interesse per la politica. Qualsiasi cosa vogliamo, l'unico modo per ottenerla è di esercitare una pressione talmente forte sui nostri politici da impedire loro di non ascoltarci».
Protocollo da seguire in caso di sgombero della piazza da parte della polizia:
. La cosa più importante è mantenere la calma. Siamo organizzati, abbiamo una squadra di avvocati che ci assisterà in caso di arresto. Saranno date informazioni tramite megafono che dovranno essere rispettate da tutti.
. La strategia di resistenza consisterà nel sederci pacificamente al suolo senza rispondere alle provocazioni. Ci sederemo afferrando le braccia delle persone che avremo ai lati. (...)
(Tratto e tradotto dal volantino PROTOCOLO DESALOCO #acampadasol)
La convivenza di tante persone in una piazza impone una grande organizzazione e ognuno deve fare la sua parte: tutti devono pulire, sempre; sono vietati i botellones (il consumo collettivo di alcolici per strada, illegale in tutta la Spagna) e numerosi cartelli lo ricordano. Sono presenti una biblioteca per ragazzi e una zona giochi per bambini, in modo che i genitori possano occuparsi delle tante necessità dell'accampamento. La commissione legale mantiene rapporti costanti con le forze dell'ordine, raccoglie, discute e propone le iniziative legislative (con poche illusion
i di essere ascoltati dalla politica), lavora per difendere i manifestanti, anche quelli arrestati durante gli scontri dei primi giorni.
Gruppi di lavoro: Economia; Politica; Architettura e spazi pubblici; Sociale e migrazione; Scienza e tecnologia; Femminismo; Salute; Ambiente; Pensiero; Educazione e cultura.
Commissioni: Rispetto; Comunicazione; Informazione; Coordinamento interno; Analisi; Partecipanti; Extension (treccine ai capelli, ndr); Protesta; Documentazione; Legale; Arti; Alimentazione; Salute; Biblioteca; Infanzia.
La commissione alimentare raccoglie e distribuisce il cibo raccolto dai sostenitori (ma è vietato accettare donazioni in denaro), mentre quella per la salute raccoglie farmaci (esponendo cartelli con l'indicazione delle necessità più urgenti) e dà cure a chiunque ne abbia bisogno.Una commissione artistica traduce le idee in istallazioni, molte ottenute con materiali riciclati; nella biblioteca si organizzano incontri e dibattiti (come quello su "I processi assembleari in Spagna") con la partecipazione di scrittori e studiosi. Un dipartimento si incarica della coordinazione e la comunicazione tra i gruppi nazionali ed internazionali: uno degli strumenti utilizzati è la rete sociale on line n-1.cc.
Al centro del campo c’è una parete sulla quale chiunque può appendere cartelli con proposte o rivendicazioni,
che sono raccolti periodicamente e presi in esame dalle apposite commissioni, il cui lavoro è poi esposto dai portavoce. Non ci sono responsabili, la partecipazione ai gruppi di lavoro è volontaria; due anziani abitanti della zona si avvicinano ai ragazzi del gruppo informativo e, dopo aver fatto i complimenti per il lavoro svolto, chiedono chi siano i leader, se ci sia un "organo rector". Ricevuta la risposta negativa scuotono il capo, si infervorano: «Questo non funziona, manca qualcosa. Sarà un fallimento». «Manca la comprensione da parte vostr
a di un sistema orizzontale», ribattono gli Indignados.
L'altra faccia della medaglia sono i commercianti della zona, soprattutto i ristoranti con dehors, molti dei quali all'inizio appoggiavano l'occupazione, ma con il tempo affermano di aver visto scendere i loro profitti del 40-75%. Anche per questo il 7 giugno, dopo settimane di dibattiti sul tema, si è deciso di fissare lo smantellamento parziale per domenica 12, chiudendo la prima fase della protesta per passare alla seconda e è più importante parte: un lavoro diffuso, nei quartieri, di sensibilizzazione e invito alla partecipazione popolare, in un movimento che continua a definirsi a-partitico, nè di destra nè di sinistra; su questo punto chiedono precisione: respingono ogni domanda o commento che li possa accomunare a un movimento di sinistra con la precisazione che loro sono contro la politica come la si inten
de ora; quindi tanto contro la sinistra quanto contro la destra.
Così si legge nel comunicato seguito all'Assemblea:«A tutte le persone con sogni di cambiamenti, quei sogni che ci hanno svegliato:domenica 12 giugno iniziamo la ricostruzione di Sol. Ci trasformiamo per continuare a lavorare, evolvendoci e imparando da questa grande scuola di strada che è stata la Acampada SOL e che ora sono anche i quartieri, le municipalità e le altre città spagnole e del pianeta; ci uniamo a loro.Ma Sol è stata presa e non la abbandoniamo. Abbiamo bisogno di tutte le mani disponibili per lasciare questo luogo più ordinato e pulito di quel che era prima ed anche... Cominciare la costruzione di un nuovo spazio. Molte mani sono ancora poche.»
In plaza del Sol dovrebbe rimanere un presidio informativo permanente. Tutto il resto rimane nelle mani dei cittadini, attraverso il web ed il dialogo nei quartieri, che decideranno il risultato di questo esperimento.
Bertone Biscaretti
Foto di Marco Grechi
About the author
Nato in Toscana, a Pietrasanta, nel luglio 1989, non si è mai ripreso da quell'esperienza traumatica che l'ha catapultato in un'Italia che in fin dei conti (forse perchè giovane, forse perchè studente, forse perchè si scervella troppo sul futuro del paese) non l'ha mai voluto. Diplomato al Liceo Classico C. Beccaria, nel tempo libero studia Giurisprudenza presso l'Università Statale di Milano mentre occupa le sue giornate principalmente passandole col suo meraviglioso figlio, lavorando per cartv.it e tentando l'ardua impresa di farsi una cultura.
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