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MAFIE AL NORD: INCONTRO TRA DRAGHI E CIOTTI

March 14th, 2011 |  Published in Economia&Politica, Illegalità&Mafie  |  2 Comments

Venerdì 11 Marzo.
«Don Ciotti arriverà in ritardo perché è stato fermato dalla polizia per eccesso di velocità».
Inizia con questo fuori programma l’incontro alla statale di Milano tra Don Ciotti, presidente di Libera, e Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia.
Pochi minuti dopo, alle 11,30, il sacerdote arriva e la conferenza Mafie a Milano e al nord:aspetti sociali ed economici inizia regolarmente.
Nonostante il concomitante sciopero dei mezzi pubblici l’affluenza di pubblico è sopra le attese: i posti a sedere sono tutti occupati e almeno un centinaio di persone assistono in piedi all’incontro; tante telecamere in statale non si erano viste neanche nei giorni più accesi delle proteste studentesche.
Dopo la breve presentazione di Alessandro Albisetti, preside di Giurisprudenza, iniziano gli interventi dei due ospiti, assai diversi tra loro nei contenuti, ma anche e soprattutto nel modo di relazionarsi con il pubblico.
Don Ciotti evita i convenevoli, parla in modo appassionato. Gesticola. Chiude più volte gli occhi. Comunica con tutto il corpo; il disgusto che prova per la mafia traspare a ogni suo movimento.
Mario Draghi, invece è composto e in quasi mezz’ora di intervento il suo tono di voce rimane immutato, l’espressione in volto anche.
Il fondatore di Libera interviene per primo. Esordisce citando Paolo Borsellino e finisce con Sant’Agostino. Nel mezzo tocca tantissimi argomenti: parla di corruzione, della collusione nella classe imprenditoriale, di confische ed esorta a essere vicini ai collaboratori di giustizia. Ma il cuore del suo discorso è dedicato al tema del giorno, la mafia al nord; secondo Ciotti nessuna regione settentrionale può dichiararsi immune. I territori colonizzati dai clan mafiosi si estendono a macchia d’olio: Torino, Milano, ma anche comuni più piccoli come Bordighera e Desio le cui giunte comunali sono state sciolte di recente per infiltrazione mafiosa.
Il sacerdote veneto ricorda la striscia di sangue lasciata dai clan nel settentrione: «Negli ultimi 5 anni ci sono stati 26 omicidi per mafia solo in Piemonte e Lombardia».
Senza mai nominarlo, non mancano poi le frecciate al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusato di voler riformare la giustizia per i suoi interessi personali; dichiarazioni accolte da applausi scroscianti in sala. Infine, lancia un appello a prendersi le proprie responsabilità individuali per arginare l’illegalità.
Il discorso del governatore della Banca d’Italia è invece di natura prettamente economica e statistica.
«La criminalità frena lo sviluppo della democrazia». Dopo questo esordio l’economista si concentra sui danni della mafia all’economia dei territori in cui è radicata: le estorsioni disincentivano gli investimenti nell’economia locale; il riciclaggio espelle dal mercato le imprese che usufruiscono di questa fonte di denaro a basso costo; i legami corruttivi tra associazioni criminali e pubblica amministrazione condizionano la fornitura di beni e servizi pubblici.
Tuttavia sulle infiltrazioni della mafia al nord è decisamente più ottimista: secondo Draghi la criminalità organizzata nel settentrione si confronta ancora con un rigetto generalizzato del costume mafioso da parte della comunità.
Il Governatore conclude il suo intervento con queste parole: «manifestazioni come queste aiutano a sviluppare quella avversione condivisa alla criminalità».
Ma 5 minuti dopo, mentre il pubblico esce dalla sala, un giornalista inizia a urlare contro tutto e tutti per il furto di giacca e portafogli. La lotta alla criminalità è aperta.
Alessandro Sarcinelli

About the author

Alessandro Sarcinelli

Nato a Monza il 10 novembre 1987. Diplomato presso il liceo scientifico Alessandro Volta di Milano; studente di Scienze Sociali per la Globalizzazione presso la facoltà di Scienze Politiche a Milano. Caporedattore di Faber.


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2 comments ↓

#1 Giulio.dr on 03.24.11 at 10:52 pm

che coerenza partecipare a un convegno promotore della legalità e rubare una giacca...

#2 anglotedesco on 04.04.11 at 3:24 pm

Che vergogna chiamare Mario Draghi a parlare di mafie.Uno che ha frequentato mafie finanziarie che hanno provocato piu morti di quelle italiane. Mi riferisco a Banca Mondiale e Goldman Sachs

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