Asini Pistoleri
October 25th, 2010 | Published in Scuola&Università | 1 Comment
Dai nostri amici di Sintesi un post di riflessione sull'evoluzione dell'istruzione italiana.
Sono tempi duri, tempi di crisi. Bisogna cercare nuove strade per uscire da questo tunnel e ciascuno sceglie la sua. C’è chi investe nell’istruzione come gli Stati Uniti (7,6% del Pil dedicato a ricerca, scuola e università) e chi non reputa questa una priorità del Paese come l’Italia (4,5%del Pil).
Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) ha evidenziato un trend globale: il potenziamento del livello d’istruzione, allo scopo di formare nuove generazioni più competenti e preparate. Per questo oggi quasi ovunque «L’istruzione rappresenta un grosso capitolo della spesa pubblica».
Ovunque tranne che in Italia, dove il governo ha deciso di non investire per sviluppare il potenziale di crescita a lungo termine del Paese.
C’è però una buona notizia: un nuovo disegno di legge, protocollo firmato dall’Ufficio Scolastico Regionale Lombardia col Comando Militare Esercito Lombardia, scritto apposta per farci sorridere. L’innovazione si chiama “Allenati per la vita” e ricorda molto i pro grammi scolastici di settant’anni fa.
Di che cosa si tratta? Un corso scolastico con pratiche militari, consistente in venticinque ore di lezione teorica e una parte pratica. Il corso sarà facoltativo per gli studenti dei licei lombardi e varrà un credito formativo aggiuntivo in pagella. Gli educatori saranno prevalente mente ex militari delle forze armate.
Approfondiamo i contenuti del corso: si legge nel pdf del progetto che per formare i ragazzi in «Cultura Militare» essi studieranno le «Regole d’Ingaggio», e le «Tecniche militari operative» con un focus sugli «Armamenti, mezzi ed equipaggiamenti dell’Esercito». La chicca sta nell’apprendere la «Difesa Nucleare, Batteriologica e Chimica». Il liceale imparerà a destreggiarsi in percorsi su strada sterrata con mezzi della Protezione Civile, il tiro con l’arco e giochi di squadra con pistole ad aria compressa.
A questo punto viene naturale domandarsi cosa c’entri la conoscenza del munizionamento di un’arma da fuoco con la crescita di buoni cittadini. Che senso ha affiancare ad attività formative quali il primo soccorso esercizi para-militari?
Visto il decadimento della nostra pubblica istruzione, siamo proprio sicuri che sia questa la priorità dell’Italia? Evidentemente i ministri Gelmini e Maroni credono di sì.
L’educazione alla Pace, alla solidarietà tra i popoli, il ripudio della guerra e di ogni altra forma di violenza sono doveri sanciti dalla nostra Costituzione, doveri che da questo progetto vengono messi su un piano ancor più basso dell’istruzione stessa.
Nicolò Cambiaso
About the author
Nato a Milano il 27 aprile 1988. È diplomato presso il liceo classico Tito Livio di Milano e studente di Economia e Scienze Sociali all'Università Bocconi.
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