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Chi pulisce la movida milanese?

July 6th, 2010 |  Published in Giovani&Divertimento

Di notte leoni, al mattino…

CHI PULISCE LA MOVIDA

Una notte al fianco degli operatori Amsa

Milano, 27 aprile 2010

Giovani milanesi. Quante volte, tornando a casa la notte, abbiamo visto con la coda dell’occhio quegli omini all’apparenza tutti uguali, con la giubba catarifrangente, scorrazzare su mezzi verdi tutti illuminati e rumorosi? Quante volte, senza rendercene conto, li abbiamo incrociati e non ci siamo neppure chiesti che cosa fanno, come lo fanno e soprattutto che cosa vedono? Quante volte poi abbiamo imprecato incontrandoli sulla nostra strada, lenti e ingombranti bloccare il traffico di primo mattino per tirare su giusto qualche sacco nero? Ecco, quelle persone la notte, mentre la Milano che lavora riposa, rifanno il trucco alle nostre strade, pettinano i nostri parchi, ordinano i nostri marciapiedi, e soprattutto sono testimoni di ciò che accade in città.

L’incontro è fissato per le 23.30 di un martedì sera primaverile in Piazza Sempione, proprio sotto all’Arco della Pace. L’ingegner Giuseppe Rinaldi, uno dei responsabili del dipartimento Silla, ed il capo area Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali) Claudio Andolina arrivano a bordo di una delle tante auto bianche di servizio che dopo la mezzanotte iniziano a sciamare per le strade della città a sostegno dei mezzi pulenti e degli operatori ecologici.

Una veloce chiacchierata sull’abc di questo universo parallelo e si delinea immediatamente una Milano rigorosamente suddivisa in quattro dipartimenti operativi, ognuno dei quali fa riferimento a un centro raccolta e smistamento rifiuti: a nord il termovalorizzatore Silla II, a ovest la base di Primaticcio, a sud Zama e a est la sede centrale di Amsa in Via Olgettina.

Prima tappa del giro notturno è la zona di Porta Genova - Navigli. Grazie al sempre attivo telefono rosso, che ogni capo zona ha in dotazione per comunicare con i colleghi degli altri dipartimenti, incontriamo Giovanni Rimondo, il responsabile di Zona Primaticcio, che ci parla delle aree che richiedono gli interventi più massicci: Ripa di Porta Ticinese, Via Vigevano, il Ponte di Porta Genova, soprattutto dopo l’assalto dei fine settimana. «I problemi principali sono l’incuria e l’inciviltà ». I giovani e le giovani milanesi sono assidui ed esperti “orinatori” da marciapiede; stretti tra le macchine o seminascosti nei vicoli nulla riesce a fermare le loro vesciche e dopo nottate di baldoria è necessario cospargere i marciapiedi con ettolitri di disinfettante (circa 260 kg da gennaio a marzo 2010 ndr). Sono un problema anche i venditori ambulanti di panini, più conosciuti come “quelli della salamella”, che sostano con i loro furgoni fino all’alba nelle aree tattiche della movida e intralciano o addirittura vanificano le operazioni di pulizia.

Nonostante la vicinanza, le Colonne di San Lorenzo sono di competenza del dipartimento di Zama. Qui, per la raccolta del vetro, ci sono solo due campane , colme all’inverosimile, le quali vengono svuotate una volta a settimana. «La situazione è migliorata da quando è entrata in vigore l’ordinanza del sindaco che vieta l’uso di bevande in bottiglia di vetro; prima i mezzi rimanevano spesso bloccati per le forature ai pneumatici» spiega il capo zona di Zama Cherubelli. Anche qui l’inciviltà dilaga e le zone a rischio sono via Vetere (di fronte al bar Rattazzo ndr) ed il primo tratto di Corso di Porta Ticinese. Soprattutto d’estate, quando le strade sono prese d’assalto dalla folla distratta è successo più di una volta che le ambulanze non siano riuscite a passare. Anche la basilica di San Lorenzo e le sue colonne non se la passano bene: nei fine settimana il sagrato è adibito a latrina a cielo aperto con conseguente olezzo nauseante che ha costretto il parroco a chiedere soccorso per poter celebrare i matrimoni del sabato mattina senza esporre la sposa al rischio di inciampare nei cocci di vetro.

Di tutt’altro parere sull’ordinanza del sindaco sono i responsabili del dipartimento di Olgettina: ogni notte devono farsi largo tra auto di grossa cilindrata abbandonate intorno a Corso Como, la zona delle discoteche alla moda. «Da quando i locali usano i bicchieri di plastica qui è l’inferno! Prima i gestori si preoccupavano di raccogliere i loro bicchieri di vetro, ora tutto viene lasciato a terra» sostiene il capo zona Lorenzo Fornaro.  Corso Como sembra non dormire mai: dall’alba è un fiorente centro commerciale e le sue attività richiedono interventi veloci ed efficaci. Questo restringe ulteriormente i tempi di azione. Qui il problema della movida pettinata è il posteggio selvaggio: i mezzi Amsa rimangono incastrati tra le vetture che impediscono loro di terminare il servizio.

La zona Arco della Pace-Corso Sempione, sotto responsabilità del dipartimento di Silla II, è forse quella che dà meno problemi agli operatori ecologici: la stretta collaborazione tra le associazioni di quartiere e quelle dei commercianti previene il degrado. Anche qui imperversa il posteggio selvaggio ed il baccano spesso impedisce il sonno ai residenti. Fuori dai locali e dalle discoteche non sono pochi i giovani e meno giovani che sniffano cocaina sui cofani delle loro fuoriserie.

Merita un capitolo a parte il tema “Bottellon”, tradizione ispanica giunta da qualche anno in città. Dopo la baldoria della notte, Piazza Leonardo da Vinci- solitamente teatro dell’evento- è un campo di battaglia: cocci di vetro dappertutto, rifiuti organici ed inorganici sparsi ovunque. Proprio le caratteristiche del Bottellon, solitamente organizzato via web con un passaparola, non favoriscono la pulizia preventiva che prevede l’installazione di campane di vetro per la raccolta differenziata e il potenziamento di cestini e cassonetti.

Questo enorme lavoro di pulizia della città viene coordinato da una macchina operativa pensata fin nei minimi dettagli: ogni dipartimento possiede dei capi area che organizzano i percorsi di pulizia, delle squadre di operatori ecologici- solitamente composte da tre elementi, degli ispettori che controllano successivamente l’effettiva qualità dell’intervento.

La notte, quando il traffico cala, è il momento ideale per rimettere in sesto la città. I dipendenti Amsa hanno ritmi di vita vampireschi: iniziano verso le 23 e finiscono in media alle 5 del mattino. I turni sono assegnati annualmente: i netturbini che vediamo sulle strade questa notte sono gli stessi che incontreremo la settimana prossima e i mesi a seguire.

Si tratta di 2000 operatori, quasi sempre italiani soprattutto dopo la recente crisi economica, che svolgono attività sul territorio. Pochi gli extracomunitari, soprattutto magrebini. In caso di necessità- nevicate, eventi sportivi ecc. - il servizio viene potenziato ricorrendo a delle agenzie di lavoro interinale e questi lavoratori possono anche venire assunti a tempo indeterminato. Claudio Andolina, in Amsa da venticinque anni, è la prova vivente che si può fare carriera all’interno dell’azienda: ha iniziato come operatore, adesso è capo area.

La pulizia delle strade deve avvenire nel minor tempo possibile, rispettando rigorosamente una precisa tabella di marcia collaudata negli anni, affinché al mattino le strade siano pulite, i sacchi neri raccolti, i cestini vuoti. Per svolgere meglio il servizio ogni dipartimento ha individuato le zone a maggior rischio, che richiedono gli interventi più frequenti e capillari: aree che spesso corrispondono, come detto, alle vie della movida milanese.

Il giro per i quartieri della vita notturna termina verso le 4 del mattino. Ogni zona ha quindi patologie differenti, legate alla clientela variopinta che le anima. Il comune denominatore però non è la spensieratezza di una serata in compagnia, ma piuttosto la noncuranza di noi cittadini.

Filippo Montalbetti

Alcune informazioni

Il personale Amsa è di 3486 unità

2000 persone circa sono destinate alla pulizia del territorio

1181 mezzi vengono giornalmente impegnati

Ogni mese 4 spazzatrici in media subiscono forature da cocci di bottiglia

Un mezzo Amsa percorre in media 30000 chilometri l’anno

About the author

Filippo Montalbetti

Nato a Varese il 24 agosto 1988. Diplomato alla Deutsche Schule Mailand, è studente presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano.


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