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How The West Was Won- Quarto Oggiaro e la sua gente

May 10th, 2010 |  Published in Cronaca&Città

Don Cremonesi: «Non ci sono solo i boss, ci siamo anche noi, ce la faremo».

A Pino Lopez, presidente dall’associazione di secondo livello Villa Aperta, le illazioni e i pregiudizi su Quarto Oggiaro non sono mai piaciuti. L’appellativo di Far West di Milano, che il quartiere si porta appresso dal suo completamento negli anni ‘70, non gli va proprio giù e difende a spada tratta la dignità di Quarto Oggiaro e dei suoi 40mila abitanti.

Personaggio conosciuto da tutti in Zona 8 e fonte privilegiata sulle patologie di quartiere per giornalisti e amministratori comunali, Lopez è uno dei cittadini che all’inizio degli anni ’80 si è battuto per il recupero della zona verde tra via Lessona e Villa Scheibler, ai tempi occupata da un campo nomadi che rendeva la situazione invivibile: sporcizia, degrado ed emarginazione imponevano spesso ai residenti un coprifuoco da guerra civile.

La costituzione dell’associazione Quarto Oggiaro Vivibile, oggi la più grande del quartiere, con punte di 600/700 iscritti, è stata un passo fondamentale per la riqualificazione del quartiere. Premiata dal Comune di Milano nel 2006 con l’Ambrogino d’oro, Quarto Oggiaro Vivibile si occupa da trent’anni di attività sportive e culturali, aggregazione giovanile e controllo del territorio. Campi da basket, tennis e calcio sono stati recuperati sui 21.200 mq di verde che prima versavano in stato di totale abbandono.

A Quarto Oggiaro, nonostante le famiglie mafiose e la malavita diffusa, batte un cuore solidale che da anni lavora con costanza e precisione sul territorio: i cittadini che gravitano intorno alle numerose Acli, all’Arci Itaca e alle molteplici parrocchie si battono per la difesa della legalità e la promozione della convivenza civile.

Un ulteriore esempio di attivismo concreto è quello di Don Edy Cremonesi, soprannominato padre Brown, per 14 anni missionario in Africa, dal 1996 nella parrocchia della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo di Quarto Oggiaro. Tra i fedeli è orgoglioso di contare più di settanta etnie e nazionalità differenti e secondo il parroco i centri di aggregazione devono stimolare e favorire l’integrazione e il recupero dei ragazzi di strada.

I progetti di riqualificazione di alcune zone del quartiere sono in atto da parecchi anni: Piazzetta Capuana, pensata come agorà di servizi per i cittadini e poi finita negli ingranaggi del business mafioso, sta tornado alle origini grazie alle molte associazioni che prevedono di aprire sportelli sociali e presidi territoriali. La stessa Villa Scheibler, edificio che rientrava nel progetto Urban II, dovrebbe diventare a breve un centro fondamentale per la vita di quartiere: al suo interno sorgeranno la Casa delle Associazioni, tanto attesa e voluta dai residenti, e alcuni uffici comunali e provinciali.

L’immigrazione a Quarto Oggiaro non sembra destare maggiori preoccupazioni rispetto ad altre zone di Milano. Chi si fa notare, e non poco, è certamente la comunità cinese, sempre più numerosa, che a detta dei residenti compra negozi e appartamenti con una velocità sospetta, come dimostrano le miriadi di parrucchieri e laboratori di sartoria a pochi metri l’uno dall’altro sorti nel centro del quartiere.

La criminalità e i casi polizieschi che Gianni Biondillo, originario di Quarto Oggiaro, racconta nei suoi romanzi non sono scomparsi: lo stabile di via Pascarella 20 ricorda il degrado del quartiere napoletano di Scampia e le sue famose Vele, riprese spesso dalla televisione. Tutto intorno i palazzi vengono ristrutturati mentre il civico 20 sembra rimanere l’ultimo baluardo di un passato che difficilmente scolorisce.

Don Cremonesi: «Non ci sono solo i boss, ci siamo anche noi, ce la faremo».

Le retate antidroga non mancano e a cadenza annuale qualche latitante viene catturato ma, secondo alcuni soci di Quarto Oggiaro Vivibile, molti membri dei clan mafiosi sono attualmente in carcere e questo rende la situazione certamente più tranquilla di un tempo. Eppure, a detta dei residenti. i pregiudizi permangono: qualche settimana fa una giornalista del quotidiano D News, in un pezzo su di un incidente avvenuto in un campo rom nella periferia nord di Milano, lo ha ambientato a Quarto Oggiaro, ignorando che nel quartiere non vi sono campi nomadi da decenni e che i fatti si erano svolti nella vicina Baranzate.

Milano tutta non deve dimenticare le sue periferie e chi le abita. Non deve consentire che i suoi figli, anche quelli più distanti dalla Madonnina, vivano senza tutela e soprattutto senza dignità.

Filippo Montalbetti

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Filippo Montalbetti

Nato a Varese il 24 agosto 1988. Diplomato alla Deutsche Schule Mailand, è studente presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano.


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